- Elisa Rovesta
- Agosto 30, 2025
- 11:00 am
Sembrava una ribelle in divisa da scolara, ma con ogni parola — e con ogni cucitura — apriva crepe nel silenzio.
Diceva: la moda è un’arma.
E lei la impugnava come fosse una poesia, come fosse un urlo.
Nata nel 1941 in una cittadina del Derbyshire, avrebbe potuto rimanere un’insegnante d’arte in una scuola inglese qualsiasi. Ma la storia aveva altri piani. E Vivienne pure.
Negli anni ’70, insieme a Malcolm McLaren, aprì a Londra il negozio che cambiò ogni cosa: si chiamava “SEX”.
Dentro non vendevano solo vestiti, ma identità nuove. Collari, borchie, maglie strappate, cerniere in punti improbabili. Era il punk. Ma non solo.
Era una rivoluzione. In tulle.
Vivienne non voleva solo scandalizzare. Voleva irrompere e risvegliare.
Il corpo per lei era un tramite per narrare, e per narrarsi. Il tessuto, un foglio. Le cuciture, dichiarazioni.
Le sue sfilate sembravano atti teatrali. I suoi abiti parevano dire: “hey, ci siamo capiti?”
Crinoline da regine e stivali da battaglia.
Tulle e tartan.
Una disobbedienza aggraziata cucita sul cuore.
Non si trattava solo di apparenza.
Dietro ogni collezione c’era una posizione, una denuncia, un’idea.
Westwood parlava di cambiamento climatico quando nessuno ci faceva caso.
Portava in passerella la politica, la cultura, la storia.
Una volta disse: “Non comprate vestiti. Usate il cervello.”
Vivienne metteva a disposizione la consapevolezza travestita da provocazione.
C’era sempre una ragione sotto ogni pizzo, ogni corsetto destrutturato, ogni giacca sbilenca.
E c’era sempre lei: libera, indipendente, coerente.
Anche nell’amore, Vivienne scelse l’inaspettato. Negli anni Ottanta, dopo la rottura con McLaren, si innamorò di Andreas Kronthaler, un suo ex studente, più giovane di lei di 25 anni. Restarono insieme per tutta la vita. Collaborarono, si cercarono, si sfidarono. Lei lo definiva l’unico uomo che sapeva starle accanto senza volerla cambiare.
Cambiare… lei era libera. Sembrava esagerata, ma era esatta.
Sembrava casuale, ma era costruita con la precisione di chi sa che ogni dettaglio è una scelta di personalità.
Vivienne, con il suo pensiero, non voleva che le donne fossero belle.
Voleva che fossero pericolose. Che si imponessero nella mente del mondo, senza paura. Con sfacciataggine e eleganza.
Vivienne Westwood ha scelto di disturbare e lo ha fatto eccome. Con stivaloni, borchie e tanto, tanto tulle.