Ci sono momenti in cui la realtà ti arriva addosso come un fulmine. Nulla è più soggettivo. Tutto diventa oggettivo.
Compreso chi sei tu, come sei fatto, quali sono le tue curve, le tue misure e, soprattutto: quanto pesi.
Questi momenti ti travolgono. Buttano giù ogni certezza. In un secondo capisci che non sei chi credi di essere. E a fartelo capire è lei: la commessa cinica.
Entri nel negozio bell- bella perché vuoi comprare un bikini.
Un piccolo, semplice costumino due pezzi, tinta unita.
Non stai facendo nulla di male, pensi.
– Buongiorno, vorrei un bikini
Lo dici con un sorriso smagliante e fiero.
Pensi che tra poche ore sarai in spiaggia, mangerai un buon gelato Cornetto, starai sdraiata sotto l’ombrellone con il tuo bikini e sarai felice.
— Va bene, che taglia? chiede la commessa.
— Una seconda.
— Una terza, vorrà dire. Forse una quarta.
— No, una seconda.
— Mmmhh… io farei una terza. Anche quarta. Almeno sotto.
Pensi: ma come sono fatta? Sono capovolta? Sotto la quarta, sopra la terza. Ma ci vede questa?
Rispondi:
– Allora, signorina, mi ascolti bene. Io indosso una seconda. Mi dia una seconda, per favore.
– Guardi, io le farei provare una quarta.
— Mi dia una seconda di questo bikini, sotto e sopra.
– Quarta.
– Seconda.
– Quarta.
– Seconda.
– Mi creda: una quarta.
– Seconda!
– Quarta!
– Seconda!
Dopo venti minuti di botta e risposta, sempre uguale, vittoriosa esci dal negozio con il tuo bikini: taglia seconda, nero, semplice.
Vai a casa, e provi il tuo bikini
Ti sta stretto.
Non puoi non notarlo: i fianchetti debordano dall’elastico, ma “poco-poco”, ti dici.
Così, ripensi a quell’abbonamento in palestra che hai fatto mesi prima, e che non hai mai usato.
Vogatore? Ma chi l’ha mai sentito nominare, non diciamo fesserie.
Che poi, che parola è “vogatore”?
Pensi al “cassetto delle meraviglie” che hai in cucina, a quei biscotti…
Uno, due, tre…
Dai, domani non ne mangio. Che male faranno poi?
Ti dici che sì, la terza sopra e la quarta sotto sarebbero andati meglio.
Che la commessa cinica non era così cinica. Era sincera, sul tuo bikini.
Ma tu, in fondo, non le avevi chiesto di dirti nessuna verità.
Quindi, resta cinica.
Ti ricordi che sui social puoi usare qualche piccolo filtro…
Ma poi nemmeno te ne importa dei social.
E poi, nemmeno hai l’applicazione per i filtri.
Ti chiedi: da che parte sto?
Da quella di chi si fa il selfie ed è perfetta?
O da quella che si mette sotto l’ombrellone e spera di non essere notata?
Uno squillo sul tuo telefono. È la tua amica:
– Usciamo stasera?
– Certo.
Sorridi.
Ecco.
Stai dalla parte dei felici.
Dei felici. Senza bikini.