- Elisa Rovesta
- Agosto 9, 2025
- 11:00 am
Magari sei smarrito. O smarrita. Confuso, anche se la tua vita è bella. Ti ripeti che c’è chi sta peggio e che quindi devi essere grato. Ma qualcosa non torna.
Hai letto “The Secret”, seguito webinar motivazionali, applicato la legge dell’attrazione. Hai persino messo un vaso con acqua al centro del tavolo come se avessi ricevuto dei fiori da un amore mai sbocciato. Oppure ti sei immaginato alla guida di una Lamborghini, fino a quando la tua utilitaria non ha iniziato a parlare con il meccanico. Hai meditato online, respirato davanti a un ruscello digitale, abbracciato alberi, rigorosamente in gruppo, come suggeriva la pubblicità. Hai fatto dieci sedute con uno psicologo su Zoom, letto libri di self-help, provato la terapia breve. Niente.
Alla fine hai deciso di affidarti all’unica cosa tangibile: il sorriso. Un dentista pubblicizzava la felicità in 60 minuti e tu ci sei andato. Preventivo alla mano, ti sei detto: “la felicità non ha prezzo”. Ed eccoti lì, con i denti bianchi come il marmo di Carrara. Ma dentro, ancora il vuoto. Così, mentre torni a casa, ti fermi al bar. Acqua, perché i denti non si devono macchiare. Accanto a te, un uomo dallo sguardo stanco e l’umorismo ruvido da western. Ordina “un altro”. Vi scambiate poche parole. Gli racconti della tua infanzia complicata, dei traslochi, della fidanzata, del lavoro che non ti rappresenta. E lui, secco:
– Sì, c’è di peggio. Ma anche la tua mi sembra una vita un po’, diciamo, non un granchè.
Poi aggiunge:
– Anche se non fosse andata così male, tu la vivi così. È dentro di te che lo devi capire. E poi agire.
Se ne va. E tu resti. Ma qualcosa è cambiato.
Ripensi al faggio, al respiro, alle faccette. E capisci che non era questione di attrarre l’universo, ma di guardare in faccia te stesso. Legittimarti a dire: non è stato facile. Non sono felice. Ed è lì che scatta qualcosa. Hai visto, nominato, accettato quello che mancava. E, grazie a uno sconosciuto, lo hai trovato. Dentro di te. In meno di 60 secondi.