La storia di Artemisia attraversa i secoli e la lettura che si può fare della sua opera, riflesso della sua esperienza e della sua resilienza, si rivela senza tempo e universale
Artemisia giocò con la propria immagine. I suoi autoritratti le valsero la fiducia del Granduca Cosimo II de’ Medici. Ben presto le commissionò opere monumentali, oggi perdute. Il talento di ritrattista, elogiato dai contemporanei, è il cuore della mostra. Sono esposti diversi ritratti, alcuni scoperti di recente.
Artemisia Gentileschi si ispirò a temi biblici e letterari. Mise in risalto soggetti femminili ed eroici, rappresentati con rara empatia. A volte conferì loro un potere di seduzione unico, di cui era ben consapevole. All’epoca i nudi femminili dipinti da una donna erano rari e molto ricercati dagli amanti dell’arte.
A Firenze raggiunse piena emancipazione e fama. In questo periodo sviluppò capacità tecniche ed erudizione. Grazie ai contatti creati, costruì in seguito una rete internazionale di sponsor. In quegli anni dipinse, insieme ad altri artisti, il soffitto di Casa Buonarroti. Questa casa era dedicata alla memoria di Michelangelo da un suo discendente. Due pannelli di quell’opera sono eccezionalmente esposti in questa mostra.
- Caterina
- Febbraio 24, 2025
- 1:17 pm