Baccanti di Euripide, tutta la potenza del teatro antico

Una tragedia antica che si fa viva, potente e sorprendentemente contemporanea: all’Osoppo Theatre Valentina Cortese, una compagnia di giovani interpreti conquista il pubblico con una prova intensa, visionaria e capace di alternare inquietudine, stupore e momenti tragi-comici.

Le Baccanti, la forza viva della tragedia antica

Ci sono spettacoli che si guardano, altri che si ascoltano, altri ancora che si commentano. E poi ci sono quelli che riescono a fare qualcosa di più raro: catturare il pubblico, sorprenderlo, emozionarlo e lasciarlo senza parole. È quello che accade con le Baccanti di Euripide nell’interpretazione di Kerkís. Teatro Antico In Scena, una compagnia che dimostra quanto il talento dei giovani possa trasformarsi in un’esperienza teatrale straordinaria. Sul palcoscenico dell’Osoppo Theatre Valentina Cortese di Milano, dal 14 al 16 ottobre 2026, la tragedia euripidea ha ritrovato tutta la sua forza dirompente. Il risultato è uno spettacolo capace di stregare, restituendo al teatro antico quella vitalità che troppo spesso rischia di rimanere intrappolata tra le pagine dei libri.

Giovani talenti, un’energia che conquista

Il cuore pulsante dello spettacolo è una compagnia di giovani interpreti che affronta un testo complesso e potentissimo con una presenza scenica sorprendente. Non una semplice rilettura di un classico, ma un incontro vivo tra generazioni e sensibilità, nel quale l’entusiasmo dei giovani si traduce in energia e capacità espressiva. Gli interpreti sono eccezionali nel dare corpo a una vicenda in cui la ragione si scontra con l’irrazionale, il potere pretende di dominare ciò che non comprende e il divino irrompe nella quotidianità fino a sconvolgerla. Ogni personaggio contribuisce a costruire un universo scenico vibrante, attraversato da tensioni, contrasti e improvvise accelerazioni emotive. A colpire è soprattutto la capacità della compagnia di tenere il pubblico dentro la storia, senza lasciarlo scivolare nella distanza che spesso si associa alla tragedia classica. Al contrario, Euripide diventa vicino, concreto, persino spiazzante.

Una tragedia che sorprende, inquieta e strappa anche un sorriso

Le Baccanti sono una tragedia di eccessi, contraddizioni e conseguenze terribili. Eppure la tensione drammatica si intreccia con momenti dal sapore tragi-comico, capaci di sorprendere lo spettatore e di spezzare le aspettative senza mai svuotare la vicenda della sua profondità. È proprio questo equilibrio a rendere l’esperienza tanto coinvolgente: il pubblico viene accompagnato tra stupore e inquietudine, in un continuo gioco di contrasti che amplifica la forza della tragedia. Si sorride, ci si lascia trascinare, si resta talvolta sospesi. Poi, quando la vicenda precipita verso il suo esito più doloroso, emerge tutta la ferocia di un racconto che non concede facili consolazioni. Al centro c’è lo scontro tra Penteo, re di Tebe, e Dioniso, figlio di Zeus e Semele. Il sovrano rifiuta di riconoscere la natura divina del dio e tenta di soffocarne il culto. Ma ciò che Penteo considera disordine non può essere semplicemente cancellato con un decreto. Dioniso porta alla luce le fragilità del potere umano e conduce la città verso una spirale di follia e distruzione. La tragedia si consuma così sotto gli occhi dello spettatore, ricordando quanto possa essere pericolosa la presunzione di controllare ogni cosa e quanto sia fragile il confine tra razionalità, arroganza e perdita di sé.

La forza del rito, la potenza della parola

A rendere ancora più particolare questo riallestimento è la ricerca linguistica e sonora che attraversa il coro delle Baccanti. La traduzione originale di Ezio Savino, rivista da Elisabetta Matelli, viene ripensata attraverso il linguaggio mistico delle laude di Iacopone da Todi, restituendo al canto corale una dimensione arcaica e sacrale. Le parole non sono soltanto veicolo del racconto: diventano ritmo. Il coro acquista così una presenza che richiama la ritualità antica e accompagna lo spettatore in una dimensione dove la natura e l’estasi si contrappongono all’ordine e al rigore. La regia di Christian Poggioni e il riallestimento di Eri Çakalli concorrono a dare forma a una visione che valorizza le contraddizioni del testo e ne mette in risalto la sorprendente attualità. Da una parte, le Baccanti d’Asia, fedeli a Dioniso e ai ritmi della natura; dall’altra, le donne tebane travolte dalla mania sul monte Citerone, punizione estrema per il rifiuto della dimensione divina. Ne nasce un contrasto potente, che attraversa l’intero spettacolo e trova nella coralità uno dei suoi strumenti più efficaci.

Kerkís, quando la passione dei giovani incontra la grandezza dei classici

Dietro questa esperienza c’è il lavoro di Kerkís. Teatro Antico In Scena, Associazione di Promozione Sociale attiva dal 2011 e nata in collegamento con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La sua missione è chiara: unire ricerca, formazione universitaria e pratica scenica per riportare il patrimonio drammaturgico antico al centro del dialogo con il pubblico contemporaneo. Il coinvolgimento di giovani attrici e attori (tutti under 35), studenti e professionisti non rappresenta soltanto una scelta artistica, ma una scommessa culturale. Significa investire sulle nuove generazioni, offrire loro occasioni concrete di crescita e dimostrare che i classici non appartengono esclusivamente al passato. Possono ancora parlare al presente, interrogare le nostre certezze e, perchè no, anche suscitare emozioni autentiche. Le Baccanti sono una prova luminosa di questa visione. Il lavoro della compagnia restituisce dignità e vitalità a un testo impegnativo, senza rinunciare alla sperimentazione e senza temere la complessità. È il teatro come ricerca, ma anche come incontro e scoperta.

Un applauso al coraggio di emozionare

In un panorama culturale che ha bisogno di nuove voci e nuove occasioni, esperienze come questa meritano attenzione ed entusiasmo. Perché dimostrano che i giovani talenti hanno molto da dire e che la cultura classica, quando viene affidata a interpreti capaci di farla vivere, è tutt’altro che distante. La compagnia emoziona, stupisce e strega, dimostrando una maturità artistica che merita di essere riconosciuta e incoraggiata. A questi giovani interpreti va un applauso sincero e caloroso: per il talento, per il coraggio, per la dedizione e per aver ricordato, con una prova di grande impatto, che il teatro è ancora capace di accendere qualcosa dentro di noi. E che il futuro della scena può essere davvero entusiasmante quando trova interpreti pronti a mettersi in gioco, con passione e senza risparmiarsi.

Informazioni sullo spettacolo

Baccanti di Euripide è andato in scena il 14 e 15 ottobre 2026 alle 20:30 e il 16 ottobre alle 10:30 e alle 20:30, all’Osoppo Theatre Valentina Cortese, in via Osoppo 2, Milano. Le repliche del 15 e del 16 ottobre hanno fatto parte del palinsesto di Milano Teatro City del Comune di Milano.

Regia: Christian Poggioni

Direzione drammaturgica: Elisabetta Matelli

Riallestimento: Eri Çakalli

Traduzione: Elisabetta Matelli, Ezio Savino

  • Con: Andrea Antonioli, Roberto Bernasconi, Benedetta Drago, Matteo Fasolini, Francesca Ferrari, Tancredi Greco, Giada Kogoj, Madalina Lupascu, Giulia Maria Marino, Elisa Novati, Giacomo Lisoni, Francesca Redaelli, Arianna Sangiuliano e Lisa Zanzottera.
  • Durata: 90 minuti, senza intervallo.

Per informazioni sulle attività di Kerkís. Teatro Antico In Scena visitate il sito ufficiale!

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