Intelligenza artificiale al bivio
Tra Summit e Controvertice di Parigi, la partita tra Capitale e Ribellione
(e soprattutto dentro al Capitale)
- Febbraio 12, 2025
- Annelore Summers
- 6:32 pm
Mentre al Grand Palais, all’OCSE e in alcune sedi universitarie parigine si apriva il Summit mondiale sull’Intelligenza Artificiale (IA) – con la partecipazione tra gli altri del presidente francese Emmanuel Macron, del primo ministro indiano Narendra Modi e di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Un gruppo di attivisti, giornalisti, accademici e studiosi critici dell’IA aveva scelto un altro palcoscenico: il Théâtre de la Concorde, messo a disposizione dalla sindaca Anne Hidalgo.
Un gesto, quello di Hidalgo, che va elogiato come esempio di democrazia sostanziale, in un momento in cui le grandi lobby tecnologiche sembrano monopolizzare l’agenda politica al di qua e al di là dell’oceano.
Sul fronte ufficiale, Macron si è presentato al Grand Palais con un tono amichevole, ben diverso dal suo consueto stile presidenziale. Con fare manageriale, ha annunciato di avere ottenuto 109 miliardi di euro di investimenti tra fondi pubblici e privati (Trump ha da poco dichiarato di avere raccolto 500 miliardi), spiegando che la Francia intende usarli come leva per costruire un’alleanza internazionale sull’IA. Un’alleanza metta insieme Europa e India per giocare a livello globale.
Dietro l’iperbole retorica emerge un’intenzione chiara e non celata: Macron vuole “accelerare” i processi decisionali spingendo l’Europa ad allentare regolamenti e vincoli che ne limitano la competitività con gli Stati Uniti. Per Macron uno dei punti di forza della Francia e dell’Europa è la disponibilità di energia. L’ecologia sembra ridursi quasi esclusivamente a un problema di emissioni di carbonio. L’uranio, invece, è nelle sue parole energia verde e “sostenibile” (ma che cosa significa questa parola?).
Il presidente francese non fa cenno alle complesse implicazioni geostrategiche e ambientali legate all’estrazione e all’acquisto dell’uranio. Nel suo intervento, gli Stati Uniti e la Cina sono messi sullo stesso piano. L’India appare invece come un interlocutore privilegiato e indispensabile: una mano tesa ai BRICS e al sud globale che l’India sostiene.
Un messaggio chiaro e quasi pronunciato da un punto di forza è rivolto all’Europa, chiamata a decidere se seguire o meno l’agenda di Parigi.
Il discorso di Macron è stato un discorso espansivo, con pochi contenuti analitici e un forte orientamento a una visione ultracapitalista del futuro, pronta a sacrificare i principi umani che sono alla radice delle regole europee.
A giudicare dai commenti di alcuni osservatori, i francesi faticano a dissimulare la convinzione di rimanere la “luce del mondo”. Tuttavia nel suo primo intervento Macron ha parlato per la maggior parte del tempo in inglese, cosa inusuale nella diplomazia d’oltralpe. Un messaggio di disponibilità probabilmente finalizzato a raccogliere i 400 miliardi che mancano per competere con gli Stati Uniti e la Cina.
Riuscirà Macron a coalizzare le forze europee e a standardizzare le regole dell’Intelligenza Artificiale?
Per il momento no: von der Leyen ha risposto che l’Europa investirà 200 miliardi, di cui 50 di fondi pubblici e gli altri raccolti dall’industria, ma imponendo le forti (secondo molti analisti paralizzanti) restrizioni giuridiche dell’AI Act che Macron voleva allentare.
Dal lato opposto la dichiarazione finale del vertice, che impone minimi vincoli etici e legali attraverso un sacco di parole chiave e poche azioni concrete, non è stata firmata da Stati Uniti e Gran Bretagna, che vogliono mantenere le mani ancor più libere. La Cina, al contrario, ha “visto” il gioco.
Dunque una situazione di stallo per l’Europa di fronte a USA e Cina. Un’analisi di questa scommessa di portata storica di Macron, per il momento persa, e dell’evoluzione futura, è difficile.
Ma in definitiva, come scrisse Tolstoj nel suo famoso poscritto a Guerra e Pace, i cosiddetti grandi uomini e le loro scelte non hanno così grande importanza negli eventi storici.
Nel primo pomeriggio, il “controvertice” della Concorde ha preso forma davanti a un pubblico di circa settecento persone, perlopiù studenti universitari e persone oltre la sessantina.
Oltre agli studenti perlopiù di discipline umanistiche, si notavano insegnanti o ex insegnanti, giornalisti o ex giornalisti, umanisti, tecnologi e qualche delegato curioso proveniente dal vertice ufficiale.
L’evento è stato segnato, all’inizio, da un’incursione di una ventina di attivisti radicali del gruppo “Révolution anti-tech contre l’IA”, che hanno preso possesso del palco e protestato parlando con megafoni contro l’uso indiscriminato dell’intelligenza artificiale. Accusano soprattutto le istituzioni di voler aumentare la sorveglianza fin dai giochi olimpici della scorsa estate (e su questo i parigini che non hanno lasciato la città sembrano essere d’accordo).
Le tensioni si sono spinte fino a una breve rissa tra due settantenni, separati a fatica da un compagno di poco più giovane.
Un sipario che sembrava uscito da una vecchia riunione su possibili strategie comuni della sinistra italiana di cinquant’anni fa
Solo dopo mezz’ora di interventi concitati gli attivisti hanno lasciato (pacificamente) il palco, consentendo l’avvio dei lavori del controvertice. A catalizzare l’attenzione è stato soprattutto Eric Sadin, filosofo e saggista francese, noto per le sue opere che denunciano la progressiva “algoritmizzazione” dell’esistenza umana.
Secondo Sadin, uno dei due organizzatori dell’evento alla Concorde, il problema principale dell’IA non risiede soltanto nella tecnica e nelle sue possibili conseguenze, ma nel progetto di potere che la sostiene.
Quando si parla di “IA responsabile” senza mettere in discussione i fondamenti economici e sociali, si finisce per replicare le stesse gerarchie e disuguaglianze che l’innovazione digitale pretendeva di superare e ha invece accentuato. L’avanzata dell’IA, ha sottolineato Sadin, rischia di trasformarsi in uno strumento di controllo, se non si riconsidera a fondo il senso stesso delle logiche di produzione e profitto in relazione al significato della vita umana.
Le tavole rotonde
Le tavole rotonde seguite all’intervento di Sadin hanno visto la partecipazione di studiosi come Eric Barbier (l’altro organizzatore dell’evento), Fabien Lebrun e Corentin de Montmarin, autori di saggi sulla relazione tra l’apparente immaterialità del digitale e l’impatto materiale, spesso devastante, che questo esercita sul pianeta.
È emerso con forza il tema delle materie prime necessarie per alimentare i giganteschi server destinati all’IA, così come la crescente domanda di energia.
Gli interventi, ricchi di esempi concreti, hanno evidenziato le responsabilità e le contraddizioni di Paesi che considerano l’energia nucleare e i minerali rari necessari per produrre i computer che gestiscono l’IA come risorse illimitate senza esaminare le conseguenze geopolitiche della guerra per le materie prime.
Le violenze legate ai recenti conflitti in Africa centrale dovrebbero pesare sulle coscienze di molti politici (anche francesi) e su quelle di chi li ha votati.
Altre tavole rotonde hanno riguardato l’impatto dell’IA sul lavoro (con interessanti interventi di sindacalisti: i maggiori esperti di IA non sono i progettisti del software, ma le vittime della nuova tecnologia), la relazione tra insegnamento e IA e l’impatto dell’IA sulle professioni creative (artisti, scrittori, giornalisti, doppiatori).
In controluce, le posizioni di Macron risultano ancora più fragili, soprattutto se si pensa alla storia recente di guerre e interventi neocoloniali che ha caratterizzato la Francia.
Se l’evento al Grand Palais e all’OCSE ha richiamato grandi nomi e importanti finanziatori, il controvertice al Théâtre de la Concorde ha invece dato spazio a una riflessione più critica e articolata, radicata in un’idea di IA comune e partecipativa, costruita sulla trasparenza e la responsabilità collettiva.
I due appuntamenti parigini hanno confermato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che la partita sull’intelligenza artificiale è decisiva. Definire regole, prospettive etiche e visioni significa, in ultima istanza, scegliere che tipo di società vogliamo costruire per il futuro e quello di chi prenderà il nostro posto sulla Terra.
La voce di Sadin, accompagnata da quelle di altri intellettuali e attivisti, rappresenta il monito a non accettare in modo acritico un’accelerazione dell’IA che rischia di diventare fine a sé stessa, uno strumento utile a pochi e pericoloso per molti.
L’invito, insomma, è quello di non perdersi nel miraggio di una tecnologia neutra e salvifica, ma di interrogarsi sulle condizioni concrete – economiche, ambientali e sociali – che possono rendere la rivoluzione digitale un’opportunità per tutti o, viceversa, un ulteriore strumento di potere. È difficile però che movimenti come quello di Sadin possano incidere sull’evoluzione dell’IA senza in futuro sporcarsi le mani entrando in contatto con qualche organizzazione multilaterale che si occupa di IA: è chiaro che questa è una partita genuinamente internazionale.
Annelore Summers
Intelligence artificielle à la croisée des chemins
Entre le Sommet et le Contre-sommet de Paris, la partie se joue entre Capital et
Rébellion
(et surtout au cœur du Capital).
- Febbraio 12, 2025
- Annelore Summers
- 6:32 pm
Au Grand Palais, se tient le Sommet mondial sur l’Intelligence Artificielle. Macron, Modi et Ursula von der Leyen y participent. Cependant, un autre groupe organise un contre-sommet au Théâtre de la Concorde. Ce groupe rassemble activistes, journalistes, et universitaires critiques. Par ailleurs, la maire Anne Hidalgo prête le Théâtre, montrant ainsi un exemple de démocratie réelle face aux lobbies technologiques.
Investissements et ambitions françaises
Macron annonce 109 milliards d’euros d’investissements publics et privés pour l’IA. En effet, il veut bâtir une alliance internationale entre l’Europe et l’Inde. De plus, il souhaite alléger les règles européennes pour stimuler la compétitivité. Selon lui, la France possède un avantage énergétique important. Il qualifie l’uranium d’énergie verte et durable, sans toutefois mentionner les enjeux géopolitiques liés à son extraction. Par ailleurs, il place les États-Unis et la Chine sur un pied d’égalité, tandis que l’Inde apparaît comme un partenaire incontournable. Ce message est clairement une pression pour l’Europe.
Vision ultracapitaliste et opposition européenne
Le discours de Macron est expansif et très ultracapitaliste. Il veut réduire les règles protégeant les principes humains. En outre, il parle surtout en anglais, signe d’ouverture internationale. Cependant, von der Leyen annonce 200 milliards d’euros d’investissements en Europe, tout en maintenant des règles strictes via l’AI Act. De plus, les États-Unis et le Royaume-Uni refusent la déclaration finale du sommet. La Chine, quant à elle, suit la déclaration. Ainsi, l’Europe se retrouve bloquée entre ces grandes puissances. Pour l’instant, l’avenir de cette coalition européenne est incertain.
Mobilisation citoyenne et critique sociale
Parallèlement, le contre-sommet à la Concorde réunit environ 700 personnes, majoritairement étudiants et militants critiques. Dès le début, une vingtaine de militants radicaux interrompent la réunion pour dénoncer l’usage excessif de l’IA et la surveillance renforcée. Suite à une brève altercation, ils quittent la scène, laissant place aux débats. Éric Sadin critique l’IA comme un projet de pouvoir. Selon lui, parler d’IA responsable sans changer l’économie est vain. L’IA risque de devenir un outil de contrôle si on ne reconsidère pas les logiques de production et de profit.
Enjeux environnementaux et sociaux
Les tables rondes abordent ensuite l’impact environnemental de l’IA. Elles soulignent la forte consommation énergétique des serveurs et la demande croissante en matières premières rares. Ces ressources sont sources de conflits géopolitiques et environnementaux. De plus, les violences en Afrique centrale posent un lourd fardeau moral. La responsabilité politique est donc engagée. Par ailleurs, d’autres discussions portent sur l’impact de l’IA sur le travail. Les syndicalistes rappellent que les véritables experts sont les travailleurs touchés. Enfin, l’IA influence aussi l’enseignement et les métiers créatifs.
Perspectives critiques et défis à venir
La vision ultracapitaliste de Macron paraît fragile face à ces critiques. Son approche ignore largement les enjeux sociaux et environnementaux. En revanche, le contre-sommet propose une réflexion plus nuancée et collective. Ces deux événements confirment que l’IA est une question cruciale. En effet, il faut définir des règles éthiques et sociales pour son développement. La société de demain dépendra de ces choix. Sadin et d’autres intellectuels appellent donc à ne pas accepter l’IA aveuglément. Ils avertissent contre une accélération qui profite à quelques-uns. Finalement, le débat sur l’IA est à peine commencé. À Paris, la controverse promet d’être intense et engagée. L’avenir de l’IA dépendra d’une organisation internationale forte. Ainsi, la partie reste ouverte et véritablement mondiale.
Annelore Summers