Questo Editoriale sarà inizialmente dedicato a un paio di temi che volentieri avrei evitato. Il primo riguarda alcuni disservizi registrati con la distribuzione del numero di giugno agli abbonati di Roma. È un problema segnalato proprio da alcuni di loro. Al momento in cui scrivo non so se poi, sia pure in ritardo, la consegna sia poi avvenuta – come auspicherei vivamente. Ho sottoposto il caso a chi segue il nostro account presso Poste Italiane, peraltro persona di squisita gentilezza: cercherà di capire se ci sono state delle criticità e come risolverle. Certo, il mese di agosto (mentre sto scrivendo è agosto) non aiuta. Però, attendo fiduciosa di avere notizie in proposito.

Il secondo tema, non meno avvilente, anzi di più, riguarda invece una particolare funzionalità del nostro sito. Come si sa, gli abbonati alla rivista cartacea hanno diritto anche allo sfoglio digitale. Ora devo entrare nel merito di un fatto segnatamente tecnico: purtroppo la trascrizione dei nominativi aventi diritto – che ci viene comunicata dalla società che gestisce gli abbonamenti, cioè Direct Channel – va riportata manualmente, cosa che non sempre facciamo con i tempi dovuti. Vero è che gli abbonati all’edizione cartacea che vogliono realmente fare anche lo sfoglio digitale sono pochi. Per cui, sto meditando di modificare la modalità: fermo restando che l’abbonato cartaceo ha questo diritto, penso che la cosa migliore sia che ci scriva (con le sue credenziali) per l’attivazione ad personam. Vedremo a settembre se implementare questa nuova possibilità di accesso. Nel frattempo, qualora qualcuno registrasse qualche disservizio, pregherei di rivolgersi direttamente a me: direttore@prometeoliberato.com

E finalmente, posso dedicarmi a questo Prometeo 175, in edicola dall’11 settembre 2026. È un numero di cui sono particolarmente soddisfatta, è ricchissimo di contenuti e se mi si concede una piccola digressione alla filosofia greca è “il molteplice”. Spazia dall’avventura coloniale italiana in Africa – ridicola quanto tragica – alla fisica applicata che ci consente di comprendere cosa sta sotto e a fianco delle nuove politiche nucleariste e in modo particolare cosa sono e a cosa servirebbero gli SMR. Sviluppa un percorso storico che dagli Hubiru e dal (presunto) Tempio di Salomone giunge fino alle sponde di un Settecento acceso ma riflessivo, quando ancora l’intellighenzia doveva concettualizzare e sancire cosa fosse l’umanità. Abbiamo una bellissima mostra romana di Kandinsky ma anche le visioni di Erté e una straordinaria sequenza artistica con cui Stephen Alcorn racconta visivamente come si traduce nel piano bidimensionale il disegno dal vivo.

Non c’è un servizio di questo Prometeo 175 che non meriterebbe una rotonda e ammirata segnalazione. Peraltro, anche le diverse recensioni del numero sono ricchissime di contenuti. Chiedo quindi scusa a tutti gli autori se le poche righe che mi rimangono verranno dedicate per ragioni di spazio solo a tre servizi.

Il primo riguarda la bella intervista a Carlo Galli, filosofo politico che riesce a coordinare un pensiero critico sia sul concetto di sovranità sia sulla tecnica e le sue proteiformi insinuazioni nella vita istituzionale, sociale e individuale.

Il secondo è il Crossover del numero, dedicato nientemeno che alla morte. Quattro esperti, di diversa formazione, costruiscono un percorso di chiarimento e consapevolezza, a cominciare dallo stesso concetto legale di morte fino alle osservazioni più metafisiche che vi si addensano intorno. Spero che nessuno trovi macabra la scelta di affrontare questo tema, in ogni caso colgo l’occasione per informare che su Prometeo di dicembre parleremo invece di longevità.

Il terzo è un articolo – anzi, la sua prima parte, perché la seconda verrà pubblicata nel prossimo numero – dedicato a Palmiro Togliatti e alla sua bombastica propensione ad avere tanti nomi. È così che abbiamo appreso come nell’austero e forse burocratico leader del Pci – nonché autorevole membro del Comintern – battesse un cuore anche un po’ avventuriero. Che dire? Questo secolo breve non finisce di stupirci.

Infine, nel caso anche voi pensaste che settembre sia il vero capodanno, tanti auguri a tutti di buon inizio.

Gabriella Piroli