Con il numero 169 di Prometeo – da oggi nelle case degli abbonati, nelle edicole e nelle due versioni online – è iniziato il nostro 43° anno di vita. In questo lungo periodo di tempo abbiamo visto interi mondi tracollare, nuove realtà emergere: non solo da punto di vista geopolitico ma anche in molti altri contesti della nostra vita. Tra i primi per impatto e importanza collocherei gli sviluppi digitali e dell’intelligenza artificiale – che hanno ridefinito la percezione di noi stessi e della realtà.
Mentre viene scritto questo editoriale, che potete leggere solo qui sul sito, anche il nostro mondo appare irriconoscibile. I giornali mainstream si sono esercitati a dichiarare “isolata” l’Europa dopo le possibili convergenze tra la presidenza americana e quella russa, con l’aggravante di onerosi dazi doganali che sembrano costruire, per la prima volta dopo circa due secoli, una barriera altissima tra le sponde dell’Atlantico.
Ma è proprio così?
O questa è solo una superficie molto cifrata, al di sotto della quale con moto assai irregolare ma intensissimo, si ridefiniscono nuovi equilibri e vecchie subalternità?
Non noi, ma per la verità anche nessun altro – senza offesa per chi si ritiene un esperto – possiede in questo momento una risposta veritiera e insindacabile.
E tuttavia gli interrogativi posti dalla nuova scelta di riarmo dell’Europa hanno prodotto strappi nelle formazioni politiche, acceso gli animi, mobilitato le piazze, nei casi più tristi interrotto amicizie di lunga durata.
Sono le cime abissali dei nostri tempi.
Ci sarebbe un bisogno radicale di attingere a intelligenze libere, a parole asciutte, a dati raccolti con onestà e controlli incrociati, per poi processarli criticamente.
Lo faremo noi?
Assolutamente no.
Prometeo continuerà a non occuparsene – nonostante le lettere (apprezzatissime) di alcuni affezionati lettori. Il fatto è molto semplice: noi siamo e vogliamo essere una rivista di aggiornamento culturale di qualità. La cronaca, per quanto oggi sovradimensionata da una sensazione forte e allarmante di passaggio epocale, non è e non può essere il terreno del nostro agire editoriale.
Tuttavia, offriremo anche noi un piccolo contributo che va nella direzione di accogliere alcuni stimoli intellettuali importanti sull’attualità internazionale. Nei prossimi giorni caricheremo nella sezione Omnibus del sito gli interventi di alcuni studiosi che hanno il pregio di offrire punti di vista ponderati e originali in questo mare magnum di sussurri e grida. Faremo anche tutte le opportune segnalazioni su Facebook e Instagram (chiedeteci l’amicizia, così vi arrivano le notifiche).
Intanto però, leggete e fate leggere questo Prometeo 169 del fatale marzo 2025: uno dei migliori della nostra lunga storia.
Gabriella Piroli